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CATANIA

La città oggi
Le origini
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Borboni

Catania

Fu con la riforma amministrativa borbonica del 1817 che Catania divenne capoluogo di un vasto territorio e sede di tribunali ed uffici amministrativi. Ricominciò così un progressivo inurbamento, senza però alcun tipo di pianificazione edilizia, in contrasto con la grandiosità dell’impianto settecentesco. Un ulteriore mutamento urbanistico della città avvenne con l’Unità d’Italia, quando furono incamerate le proprietà ecclesiastiche ed i grandi complessi conventuali per un riutilizzo pubblico (sede della facoltà di Lettere è oggi lo splendido convento benedettino di S. Nicolò, per grandezza ritenuto secondo, in Europa, solo a quello portoghese di Mafra) e venne potenziato il porto anche con la costruzione di una ferrovia. La creazione del viadotto ferroviario, pur resa necessaria dagli imponenti traffici legati soprattutto alla lavorazione dello zolfo, distrusse però quel millenario rapporto fra la città ed il mare, che solo le amministrazioni municipali di questi ultimi anni, con esiti non sempre felici, hanno cercato di ripristinare.
Testimonianza di quegli anni di fervente attività industriale e commerciale che regalarono alla città di Catania l’appellativo di “Milano del sud” è il Complesso delle Ciminiere, interessante esempio di archeologia industriale, ricavato dal recupero di una piccola porzione del complesso industriale nato dall’iniziativa di gruppi imprenditoriali anglo-siciliani e commercianti locali per la molitura, lo stoccaggio e la trasformazione degli zolfi provenienti dalle miniere dell’entroterra siciliano.
La struttura, nella quale svettano le ciminiere in mattoni e pietre laviche che servivano alla dispersione dei fumi provenienti dalle fornaci, è oggi un centro polifunzionale di proprietà della provincia regionale di Catania; al suo interno ospita il museo permanente sullo sbarco in Sicilia del 1943.