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CATANIA

La città oggi
Le origini
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Catania

Alla dominazione araba succedette quella normanna, così come avvenne in quasi tutto il territorio siciliano. Si narra infatti che durante un tentativo di riconquista della Sicilia da parte dei Bizantini , il normanno Guglielmo Braccio di Ferro, che aveva militato in quel corpo di spedizione, tornato in patria avesse riferito delle meraviglie dell'isola e della possibilità di farsene un dominio a scapito dei musulmani.
Fu così che nel febbraio 1061 i Normanni di Roberto il Guiscardo e del fratello Ruggero, della famiglia degli Altavilla, sbarcarono a Calcara per iniziare le operazioni di conquista della Sicilia.
Catania cadde nel 1071 anche se ci furono, negli anni successivi, tentativi di riconquista da parte degli arabi.
La dominazione normanna fissò il nuovo centro della città con la costruzione del Duomo, una singolare struttura che fungeva, oltre che da luogo di culto, anche da roccaforte militare per il controllo del porto e per il collegamento con le mura difensive, come ci mostrano le possenti strutture merlate del transetto e delle absidi, ancora oggi visibili.
Il Duomo è, insieme al Castello Ursino (costruzione della successiva dominazione sveva) la più importante testimonianza sopravvissuta della Catania medioevale. Ma, al contrario della cattedrale, il castello federiciano superò quasi indenne le catastrofiche calamità naturali del XVII secolo.
Fatto edificare da Federico II fra il 1239 ed il 1250 quale simbolo del potere imperiale, il castello Ursino era anche parte di un organico sistema di avvistamento e di fortificazioni, insieme ai coevi castelli dei vicini paesi di Paternò, Adrano e Motta S.Anastasia.
Come ci suggerisce l’origine del nome (“castrum sinus” cioè castello del golfo) l’originario sito del castello era in prossimità del mare ma le colate laviche del 1669, dopo aver riempito il fossato e sommerso i bastioni, allontanarono considerevolmente l’edificio dalla costa.
Intorno alla piazza della cattedrale e in prossimità del porto iniziarono a concentrarsi, oltre che le residenze nobiliari (quartiere della Civita), tutte le attività commerciali ed amministrative catanesi. Testimonianze dell’importanza commerciale che il porto catanese venne assumendo nell’area mediterranea sono le tracce della presenza di mercanti genovesi, pisani, catalani nel tessuto della città dell’epoca.
E’ in questo periodo che si consolida un’immagine potremmo dire “borghese” di Catania, in contrasto con altre città dell’isola, prima fra tutte Palermo, che videro invece, a partire dal XIV secolo, l’affermazione ed il predominio di alcune famiglie aristocratiche.